È uscito il n. 20 di “Ulisse”

Fine pena – Attesa e paura

La pena, dice la Costituzione, deve tendere a rieducare. Ma qui, ci ricordano gli articoli di questo numero, più che tendere, spesso, si attende. E nell’attesa, ci dice un altro degli approfondimenti, a volte ci si ferisce, si umilia il proprio corpo, si arriva fino a tentare il suicidio.
È tra attese e tensioni che la redazione di “Ulisse” si riunisce, una o due volte la settimana. Discute, animatamente, della vita “dentro” e di quella “fuori”. Di come si potrebbe cambiare la prima, di come bisogna prepararsi alle sfide della seconda. Una redazione in cui sono entrata da poco, in virtù del mio tesserino da giornalista, per consentire di registrare in tribunale una testata che già da tempo usciva, seppure in modo aperiodico, grazie alla voglia di raccontarsi e di riflettere dei detenuti, e all’impegno dei volontari. Tra le porte chiuse, per me si è aperta la visione di un mondo di paradossi, rabbia, ma anche coraggio, a volte solidarietà, sicuramente qualcosa che possa chiamarsi amicizia. Spesso, paure.
Alla “paura del fine pena” è dedicato questo numero. Perché il futuro, anche se lo speriamo migliore del presente, e da liberi dovrebbe esserlo, certamente spaventa. E perché le incognite, per chi ha scontato una pena ma ne porta le conseguenze, sulla propria vita e negli occhi degli altri, non sono poche. Come mi sentirò quel giorno, quando la porta del carcere si sarà chiusa alle mie spalle?

Giulia Bondi

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Fedeltà alla propria storia – È uscito il n. 19 di “Ulisse”

Dopo una lunga sosta dovuta a difficoltà interne, finalmente il nostro giornale riprende le pubblicazioni.
Abbiamo un Direttore responsabile e la nostra testata è iscritta presso la Cancelleria del Tribunale di Modena. Sono passi importanti che ci assicurano autonomia e libertà nell'ambito delle leggi riguardanti la pubblicazione di periodici.

Rimaniamo ciononostante cavalieri erranti...

Fedeltà alla propria storia è il leitmotiv di questo numero del giornale. Significa riconoscersi in essa, con i suoi lati positivi e quelli oscuri, i punti di forza e le debolezze che la caratterizzano.

Per ripartire...

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Quale umanesimo per il nostro tempo?

Carissimi tutti, amiche e amici
Rinnovo il ricordo di un invito importante!

Per certi versi si tratta di una continuazione ideale dell’iniziativa dello scorso anno, quando, in occasione del trentennale della nascita del Gruppo, facemmo una serata dal titolo: “Ricordati di sperare!
Quest’anno, ancora al S. Filippo Neri, e ancora con Romano Màdera, assieme a tanti altri amici ci ritroviamo per riflettere sul momento storico che stiamo vivendo e sul nostro tentativo di dargli un senso.
Vi preghiamo di leggere attentamente l’allegato per capire il contenuto dell’iniziativa e conoscere Màdera.

Vi aspettiamo e vi chiediamo di far conoscere l’iniziativa ai vostri amici.