7 Luglio 2010

Lettera aperta alle Autorità locali

Conferenza Regionale Volontariato Giustizia dell’Emilia Romagna

Bologna 30 giugno 2010

Il Volontariato Giustizia dell’Emilia Romagna segnala alla Vostra attenzione la disastrosa situazione di sovraffollamento delle carceri della nostra regione con la presenza di 4.508 detenuti (4.345 uomini e 163 donne) a fronte di una ricettività massima consentita pari a 2.393 (2.273 uomini e 120 donne), per un indice di sovraffollamento pari all’88%, il più alto in Italia che vanifica ogni tentativo di pena utile e viola in modo pesante i diritti delle persone recluse, rendendo molto complicato anche il lavoro degli operatori.

Chiede a tutti voi un gesto di responsabile attenzione a un problema che cresce di giorno in giorno e non lascia intravedere né possibili sbocchi immediati e né ragionevoli prospettive future.

Siamo molto preoccupati della situazione, ci sentiamo impotenti come cittadini e come esseri umani.

Abbiamo letto con attenzione il recentissimo intervento del Comitato Nazionale per la Bioetica nel cui contenuto ci riconosciamo integralmente e che riproduciamo di seguito.

Nell’immediato, invece, proponiamo di sollecitare il Governo affinché recuperi in tempi brevissimi la proposta del Ministro Alfano che apriva qualche possibilità di uscita per chi è molto vicino al fine pena e di promuovere una maggiore applicazione delle misure alternative che sembrano essere troppo dimenticate.

Poniamo infine alla riflessione Vostra e di tutti i liberi cittadini le recenti leggi che hanno originato la follia del sovraffollamento.(legge Cirielli sulla recidiva, legge Bossi- Fini sull’immigrazione, legge Fini-Giovanardi sulla tossicodipendenza fino alle nuove leggi orientate alla logica della”tolleranza zero”).

Contiamo sulla Vostra attenzione e sul Vostro impegno.

Leggi il “Parere-del-comitato-nazionale-per-la-bioetica

19 Giugno 2010

Buona Condotta - N. 6

È uscito, sempre come inserto di “Vivo Modena”, il numero 6 di “Buona Condotta”.

Questo numero è dedicato al rapporto droga-carcere.

Un numero molto alto  delle persone detenute è in carcere per reati in qualche modo collegati con l’uso delle sostanze stupefacenti: spaccio, rapine, furti, ricettazione, ecc. legati a un mercato clandestino che purtroppo non ha sentito la crisi. In questo ciclo il carcere rischia di inserirsi come una tappa pressoché obbligata, una specie di sosta forzata che non scalfisce le dinamiche di questo mercato.
Eppure non sono pochi i ragazzi che cercano una via d’uscita. Gliela offre il carcere?

Nella prima pagina
si fa un po’ di conti con i numeri, il consumo delle droghe cresce ancora e le motivazioni di questo fenomeno si sono diversificate: non solo rifugio per persone disagiate, ma ricerca di divertimento e di prestazioni per un pubblico ormai vasto.

La risposta si può fermare solo a “più carcere”?

Leggi la prima pagina

Nella seconda pagina
guardiamo la situazione di Modena da un’angolazione particolare, quella del SERT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) per scoprire che anche a Modena cresce il consumo delle droghe. Poi, come al solito, da “dentro” e da “fuori”, proviamo a raccontare una parola, questa volta: drogato.

Leggi la seconda pagina

Nella terza pagina
apparentemente abbandoniamo il tema, per affrontare la condizione dei clandestini ristretti nel CIE (Centro di Identificazione e di espulsione) di Modena e quella dei detenuti nelle Case di lavoro (quella di Saliceta S. Giuliano e parte della Casa di Reclusione di Castelfranco). Anche qui ci scontriamo con il problema della tossicodipendenza.

Leggi la terza pagina

La quarta pagina
come sempre, è dedicata alle lettere e alle testimonianze.

Tre ragazzi detenuti nel carcere di S. Anna ci raccontano la loro storia, ma soprattutto rivendicano una dignità umana e personale che non viene meno nemmeno nei momenti peggiori e proprio in nome di questa chiedono che sia loro riconosciuto un diritto alla speranza, a intraprendere cioè un cammino nuovo.

Leggi la quarta pagina

26 Marzo 2010

5 per mille

Cari amici,

il Gruppo Carcere-Città anche quest’anno vi chiede il contributo del 5‰ che la legge consente a ogni cittadino, quando fa la dichiarazione dei redditi, di destinare a una iniziativa di sua scelta.

Lo scorso anno, nel fare la nostra richiesta, abbiamo fatto riferimento agli sguardi che ci accompagnano quando entriamo in carcere, alle voci che in modo pressante chiedono cose apparentemente insignificanti, “una caramella o una sigaretta, un paio di scarpe, un libro, un dono per il loro bimbo, un fiore per la loro donna”. Abbiamo imparato dai loro occhi e dalla loro voce che hanno un valore grande.

Come sapete, dentro al carcere le persone detenute sono aumentate ancora (fino a 580 nel carcere di S. Anna), le norme che regolano la loro vita sono, giocoforza, più severe e restrittive, il contatto e il rapporto con loro è quindi più difficile. Continuiamo però, come possiamo, a fare il nostro lavoro, perché è soltanto nelle condizioni date, anche quando le consideriamo offensive per la dignità umana, che possiamo intervenire.

Vorremmo quest’anno ricordarvi la pena aggiuntiva di chi esce dal carcere senza niente, né un lavoro, né una stanza in cui riposare e soprattutto la pena, il più delle volte immeritata, che si abbatte sui familiari delle persone detenute, private improvvisamente dell’aiuto e del sostegno economico e precipitate nella miseria.

Possiamo fare poco per loro, se non indirizzarle ai servizi sociali e aiutarle a trovare i contatti indispensabili per affrontare i loro problemi di sopravvivenza. Più di una volta però ci siamo trovati nella necessità di dover intervenire direttamente per un aiuto urgente e improcrastinabile.

Per indicare noi riempite l’apposita casella con il nostro codice fiscale 94035860363.

Lo scorso anno lo hanno fatto in 38, per un contributo totale di € 2103,82.

GRUPPO CARCERE-CITTÁ
Via M. Curie, 22 – 41100 Modena
C.F. 94035860363

27 Dicembre 2009

Far nascere un’attenzione “sana” della politica intorno ai temi delle carceri? Noi ci saremo!

Il giorno 21 dicembre alle ore 11 si è svolto l’incontro tra un gruppo di volontari di carcere-città e alcuni consiglieri del Pd  nella sede del Consiglio Comunale.

Lo scopo di tale riunione, richiesta dallo stesso Pd dopo uno scambio di mail successivo alla loro visita al S.Anna, era di potere approfondire alcune problematiche inerenti la struttura carceraria di Modena.

I volontari dopo avere sottolineato che il ripristino della video-sorveglianza, proposta dai consiglieri, pur nella sua importanza, non rappresenta una priorità assoluta, hanno messo in evidenza alcuni problemi che potrebbero trovare soluzione anche nel breve periodo:

- Il primo riguarda i disagi che i famigliari dei detenuti devono affrontare per far visita ai loro cari detenuti nella Casa circondariale di S. Anna.

L’autobus non giunge fino al piazzale del carcere e chi vuole accedere ai colloqui deve affrontare a piedi un tragitto di almeno 1 Km. Spesso si tratta di donne con bimbi piccoli che non si possono permettere la corsa in taxi. Nei giorni e nelle ore dei colloqui non si potrebbe prevedere l’allungamento del percorso dell’autobus, almeno per qualche corsa?

Una volta giunti manca uno spazio coperto, esterno o interno al carcere, che permetta ai famigliari di attendere il turno dei colloqui al riparo dalle intemperie (le attese possono essere molto lunghe e spesso ci sono bambini)

- Il secondo problema riguarda la mancanza di vestiario e di prodotti per l’igiene personale, in particolare per i detenuti che non hanno un appoggio esterno dei famigliari. L’attuale situazione di sovraffollamento, con un’alta percentuale di detenuti stranieri, ha acuito il problema. I volontari di “Porta aperta” che sono impegnati nella distribuzione sono in serie difficoltà. Le conseguenze alla mancanza di appoggio esterno dei famigliari diventano ancora più gravi per la dignità delle persone quando si tratta di lavare il vestiario. Esiste un servizio di lavanderia a pagamento a cui, ovviamente, non può accedere chi non ha denaro.

- Manca purtroppo, così almeno sembra ai volontari, un puntuale controllo sui prezzi degli articoli che i detenuti possono acquistare in carcere; i prezzi risultano, a volte, più cari che all’esterno.

- Infine sono state sottolineate le notevoli difficoltà incontrate alla realizzazione di attività (svolte gratuitamente dai volontari) rivolte al recupero sociale e culturale dei detenuti, dovute alla mancanza di agenti disponibili.

Al termine della riunione è stato chiesto che si preveda lo svolgimento di un consiglio comunale con il solo ordine del giorno riguardante la situazione della Casa Circondariale di S. Anna e degli Istituti di Saliceta san Giuliano e Castelfranco Emilia, consiglio aperto a cui possano intervenire anche i volontari che vivono queste problematiche ogni giorno.

Uno scambio di Mail tra Giulia Morini e Paola

Il Gruppo PD mi ha chiesto di seguire il tema del carcere e di predisporre (se possibile …) alcune iniziative consequenziali agli input che ci avete fornito lunedì. Le chiedo un’informazione chiarificatrice: Artioli mi ha riferito della necessità di raccogliere abiti per i detenuti. Potete fornirmi un elenco delle tipologie di abiti/accessori necessari (es. tute, maglioni, scarpe)? Potete anche dirmi se siete soliti fare una raccolta di abiti nuovi oppure usati? Stiamo ragionando sulla possibilità di fare un’iniziativa dedicata …
Inutile specificare che avrò bisogno di tutto il vostro aiuto per portare l’emergenza carceri all’attenzione del Consiglio e della politica. Spero di poter contare ancora sulla vostra gentile disponibilità.
Ne approfitto per augurare a Lei ed al Gruppo Carcere-città buon anno.
A presto,
Giulia Morini

Salve Giulia, grazie per gli auguri che ricambio a Lei personalmente  e ai suoi compagni di politica.
Per la questione pratica degli abiti posso dire che servono: jeans, maglie e maglioni, tute, ciabatte da doccia, scarpe da ginnastica, calze, magliette, asciugamani, accappatoi.
Noi raccogliamo indumenti usati, ma “dignitosi” fatta eccezione per le mutande  che vengono acquistate.
La maggior parte degli indumenti è per i detenuti, per le donne gli stessi indumenti, ma in quantità molto inferiore.
Per quanto riguarda poi il far nascere un’attenzione “sana” della politica intorno ai temi delle carceri, beh! auguri, ma noi ci saremo. Potremmo vederci dopo le feste.
Buon lavoro
Paola

11 Dicembre 2009

Videosorveglianza - Una risposta

Il capogruppo del PD nel Consiglio comunale di Modena ha così risposto alle osservazioni di Paola:

Gentile Paola,
intanto grazie per la risposta e per l’attenzione.
Condivido. La nostra interrogazione fa pensare alla possibilità che di tuttta la drammaticità della situazione che abbiamo visto direttamente, noi si abbia attenzione solo alla parte “sicurezza”. No. Noi abbiamo confezionato subito una IG sulle telecamere su richiesta degli agenti in difficoltà.
E’ nostro intendimento e, ti (mi permetto di darti del tu) chiediamo, di occuparci stabilmente di carcere a 360° ed in particolare delle condizione di vita e salute dei detenuti, delle condizioni di lavoro del personale e della rapporto carcere-città. Noi vorremmo su questo sviluppare una azione e speriamo in una tua disponibilità ad un incontro per iniziare a fare un percorso che porti ad accendere i riflettori e a risolvere i problemi di quella “città” nella “nostra” città disattenta.
Sperando in una risposta positiva, saluto a nome di Maurizio Dori, Francesco Rocco e Giulia Morini (in Cc).
Paolo Trande
Capogruppo Pd