Archivio di Dicembre 2009

27 Dicembre 2009

Far nascere un’attenzione “sana” della politica intorno ai temi delle carceri? Noi ci saremo!

Il giorno 21 dicembre alle ore 11 si è svolto l’incontro tra un gruppo di volontari di carcere-città e alcuni consiglieri del Pd  nella sede del Consiglio Comunale.

Lo scopo di tale riunione, richiesta dallo stesso Pd dopo uno scambio di mail successivo alla loro visita al S.Anna, era di potere approfondire alcune problematiche inerenti la struttura carceraria di Modena.

I volontari dopo avere sottolineato che il ripristino della video-sorveglianza, proposta dai consiglieri, pur nella sua importanza, non rappresenta una priorità assoluta, hanno messo in evidenza alcuni problemi che potrebbero trovare soluzione anche nel breve periodo:

- Il primo riguarda i disagi che i famigliari dei detenuti devono affrontare per far visita ai loro cari detenuti nella Casa circondariale di S. Anna.

L’autobus non giunge fino al piazzale del carcere e chi vuole accedere ai colloqui deve affrontare a piedi un tragitto di almeno 1 Km. Spesso si tratta di donne con bimbi piccoli che non si possono permettere la corsa in taxi. Nei giorni e nelle ore dei colloqui non si potrebbe prevedere l’allungamento del percorso dell’autobus, almeno per qualche corsa?

Una volta giunti manca uno spazio coperto, esterno o interno al carcere, che permetta ai famigliari di attendere il turno dei colloqui al riparo dalle intemperie (le attese possono essere molto lunghe e spesso ci sono bambini)

- Il secondo problema riguarda la mancanza di vestiario e di prodotti per l’igiene personale, in particolare per i detenuti che non hanno un appoggio esterno dei famigliari. L’attuale situazione di sovraffollamento, con un’alta percentuale di detenuti stranieri, ha acuito il problema. I volontari di “Porta aperta” che sono impegnati nella distribuzione sono in serie difficoltà. Le conseguenze alla mancanza di appoggio esterno dei famigliari diventano ancora più gravi per la dignità delle persone quando si tratta di lavare il vestiario. Esiste un servizio di lavanderia a pagamento a cui, ovviamente, non può accedere chi non ha denaro.

- Manca purtroppo, così almeno sembra ai volontari, un puntuale controllo sui prezzi degli articoli che i detenuti possono acquistare in carcere; i prezzi risultano, a volte, più cari che all’esterno.

- Infine sono state sottolineate le notevoli difficoltà incontrate alla realizzazione di attività (svolte gratuitamente dai volontari) rivolte al recupero sociale e culturale dei detenuti, dovute alla mancanza di agenti disponibili.

Al termine della riunione è stato chiesto che si preveda lo svolgimento di un consiglio comunale con il solo ordine del giorno riguardante la situazione della Casa Circondariale di S. Anna e degli Istituti di Saliceta san Giuliano e Castelfranco Emilia, consiglio aperto a cui possano intervenire anche i volontari che vivono queste problematiche ogni giorno.

Uno scambio di Mail tra Giulia Morini e Paola

Il Gruppo PD mi ha chiesto di seguire il tema del carcere e di predisporre (se possibile …) alcune iniziative consequenziali agli input che ci avete fornito lunedì. Le chiedo un’informazione chiarificatrice: Artioli mi ha riferito della necessità di raccogliere abiti per i detenuti. Potete fornirmi un elenco delle tipologie di abiti/accessori necessari (es. tute, maglioni, scarpe)? Potete anche dirmi se siete soliti fare una raccolta di abiti nuovi oppure usati? Stiamo ragionando sulla possibilità di fare un’iniziativa dedicata …
Inutile specificare che avrò bisogno di tutto il vostro aiuto per portare l’emergenza carceri all’attenzione del Consiglio e della politica. Spero di poter contare ancora sulla vostra gentile disponibilità.
Ne approfitto per augurare a Lei ed al Gruppo Carcere-città buon anno.
A presto,
Giulia Morini

Salve Giulia, grazie per gli auguri che ricambio a Lei personalmente  e ai suoi compagni di politica.
Per la questione pratica degli abiti posso dire che servono: jeans, maglie e maglioni, tute, ciabatte da doccia, scarpe da ginnastica, calze, magliette, asciugamani, accappatoi.
Noi raccogliamo indumenti usati, ma “dignitosi” fatta eccezione per le mutande  che vengono acquistate.
La maggior parte degli indumenti è per i detenuti, per le donne gli stessi indumenti, ma in quantità molto inferiore.
Per quanto riguarda poi il far nascere un’attenzione “sana” della politica intorno ai temi delle carceri, beh! auguri, ma noi ci saremo. Potremmo vederci dopo le feste.
Buon lavoro
Paola

11 Dicembre 2009

Videosorveglianza - Una risposta

Il capogruppo del PD nel Consiglio comunale di Modena ha così risposto alle osservazioni di Paola:

Gentile Paola,
intanto grazie per la risposta e per l’attenzione.
Condivido. La nostra interrogazione fa pensare alla possibilità che di tuttta la drammaticità della situazione che abbiamo visto direttamente, noi si abbia attenzione solo alla parte “sicurezza”. No. Noi abbiamo confezionato subito una IG sulle telecamere su richiesta degli agenti in difficoltà.
E’ nostro intendimento e, ti (mi permetto di darti del tu) chiediamo, di occuparci stabilmente di carcere a 360° ed in particolare delle condizione di vita e salute dei detenuti, delle condizioni di lavoro del personale e della rapporto carcere-città. Noi vorremmo su questo sviluppare una azione e speriamo in una tua disponibilità ad un incontro per iniziare a fare un percorso che porti ad accendere i riflettori e a risolvere i problemi di quella “città” nella “nostra” città disattenta.
Sperando in una risposta positiva, saluto a nome di Maurizio Dori, Francesco Rocco e Giulia Morini (in Cc).
Paolo Trande
Capogruppo Pd

10 Dicembre 2009

Videosorveglianza?

Dopo una visita alla Casa Circondariale S. Anna di Modena effettuata il 28/11/2009 il Gruppo consiliare del Pd di Modena ha inoltrato un’interrogazione urgente al Sindaco e alla Presidente del Consiglio comunale.

La pubblichiamo assieme ad alcuni osservazione che Paola Cigarini ha fatto a nome suo e del gruppo Carcere - Città.

Ringrazio molto per aver reso partecipe il volontariato dell’interesse del gruppo consigliare PD verso il mondo del carcere e in tal senso ho fatto girare via mail l’interrogazione.

Assisterei volentieri anche al dibattito in consiglio comunale, se fosse possibile saperlo in anticipo.

La prego Antonella di ringraziare anche il Sindaco.

Colgo l’occasione anche per trasmetterLe alcune considerazioni:

personalmente trovo un pò “riduttivo” che dopo una visita ad un carcere, con tutte le particolarità del momento, si possa porre all’attenzione urgente del Sindaco e delle altre forze politiche unicamente il problema della carenza di un impianto di video sorveglianza digitale perché senza questo non si garantirebbe “un’efficace vigilanza dei detenuti nella struttura… importante presidio di sicurezza vera per la nostra città”.

Ma che cosa vuole dire? che se no scappano e tornano a delinquere in città?! L’impianto non ha mai funzionato, da anni non c’è più l’agente sul muro di cinta e chi è fuggito dal S. Anna è fuggito… da fuori.

Non c’è alcun accenno, nell’interrogazione, ai veri problemi del sovraffollamento e di come il Ministro e il Governo intendono risolverlo e, nello specifico della nostra realtà, come funzionerà il nuovo padiglione, se questo avrà agenti e finanziamenti sufficienti per la gestione della “pena” delle persone recluse, quindi non solo contenimento e controllo. (sarà dotato di  videosorveglianza? )

Davvero vogliamo sostituire il personale mancante con uno schermo? e poi per controllare cosa se la maggior parte del tempo la persona detenuta lo passa in cella chiuso? (gli agenti che arrivano ora in missione da altre regioni prendono 110 euro al giorno appunto di missione… fate un pò il conto di quanto costano al Dipartimento che non ha i soldi per l’impianto!)

Il governo ha fatto tagli fortissimi su tutto il settore e questi vanno denunciati fortissimamente perché questi sono la vera causa della nostra insicurezza, così come vanno denunciate le leggi che producono il sovraffollamento e l’inciviltà e disumanità della vita dentro che spero abbiate visto.

Spero che abbiate anche visto le persone - familiari - che aspettano per fare i colloqui e che prima di aspettare due o tre ore per entrare percorrono un chilometro a piedi perché il bus non arriva fino davanti al carcere e i familiari, anche non pochi bambini tra questi, aspettano sotto la pioggia o stipati, soffocati in una piccola stanza. (Queste richieste sono state più volte presentate, a più tavoli, dal volontariato).

Io capisco bene che “serva” mantenere buoni rapporti con gli agenti, con le istituzioni ecc.ecc…, ma il carcere è anche altro.

Grazie per il Vostro lavoro e sinceri auguri.

Paola Cigarini

Gruppo Carcere - Città