Una cella in piazza
Da venerdì 22 a domenica 24 ottobre
si potrà entrare nella cella di un carcere italiano,
per pochi minuti, sicuri di poter uscire senza nessuna formalità.
La cella sarà collocata in
per pochi minuti, sicuri di poter uscire senza nessuna formalità.
La cella sarà collocata in
Un filo sottile lega questa volta le pagine del nuovo numero del giornale: si tratta della difficoltà per i poveri a ottenere giustizia, rispetto, la possibilità di riprendere in mano la propria vita dopo un errore.
Per tutta l’estate gli uomini della politica ci hanno illuso con le loro parole che promettevano interventi per rendere più umana la vita nelle celle riducendo il sovraffollamento, ma non si è visto niente… Niente nemmeno sul piano delle misure alternative al carcere e “dentro” si muore (già 52 i suicidi quest’anno) o si sopravvive…
Nella prima pagina
Non la ricerca della felicità, ma un poco di giustizia è quello che chiedono i poveri, un poco di uguaglianza anche, quello che è possibile chiedere, il minimo, addirittura qualche metro quadrato per muoversi quando, per qualche reato, si è chiusi in una cella…
Nella seconda pagina
I volontari prendono la parola meravigliati nel constatare quanto siano valutati nelle circolari del ministero e quante poche possibilità di intervento abbiano nella realtà.
La parola raccontata, come al solito da “dentro” e da “fuori“, è legalità.
La terza pagina
raccoglie la terribile provocazione del Procuratore capo della Repubblica di Modena che, dopo una visita estiva al carcere di S. Anna, ha detto di aver avuto l’impressione di trovarsi di fronte a una discarica sociale. Abbiamo allora ridisegnato i cartelloni pubblicitari di HERA e posto il problema del riciclaggio dei “rifiuti” umani.
La quarta pagina
come sempre è dedicata alle lettere e alle testimonianze.
Non sono racconti di vita questa volta, ma sensazioni che prova chi vive in cella: il silenzio o il disprezzo e l’odio da cui viene circondato e che lo cambia dentro.