Numero 1 del settembre 2007

Il foglio che i lettori di “Vivo” trovano allegato a questo numero è frutto dei quotidiani incontri, da almeno vent’anni, tra volontari e persone detenute in ogni parte d’Italia, fra un pezzo della società “fuori” e quella parte che si trova “dentro”, “dietro” alle sbarre, ma che pur sempre alla società appartiene.
Nasce con l’intento di proporre un’informazione che non si arresti alla cronaca spicciola dei fatti di “nera”, facile ai giudizi sommari e alle condanne preventive, ma entri nella vita di uomini e donne – vittime e/o autori di reato, familiari, funzionari dello stato, personale educativo e forze dell’ordine, gente comune… – stimolando riflessioni, suscitando domande, facendo conoscere buone pratiche d’azione.
Troppo spesso, infatti, si ha l’impressione di vivere “in un periodo di cannonate mediatiche che spingono sempre più le persone nel baratro della paura e dell’odio, della vendetta e del conflitto cieco”, con “un’evasione totale dai fatti concreti e dalla ricerca di motivazioni del senso degli eventi”( Stefano Bentivogli, “Ristretti orizzonti”, maggio-giugno 2007).
E ancor più di frequente, forse, ci si dimentica che la “buona condotta” in termini di giustizia, sicurezza, legalità, copre un ampio spettro e ci riguarda tutti: non è soltanto non rubare, non uccidere, non stuprare…, ma anche non sfruttare il lavoratore in nero, non speculare sui risparmi del pensionato, rispettare sempre il codice stradale anche nelle norme apparentmente meno importanti… Chi di voi (di noi) paga le tasse senza discutere fino all’ultimo cent e senza detrarre spese gonfiate o inesistenti? Si potrebbe continuare a lungo, ma l’illecito nasce proprio lì, nel comportamento quotidiano della gente perbene come voi (noi). Perciò vorremmo che al n°0 in mano vostra ne seguissero altri e che, da queste pagine, scaturisse un dibattito autenticamente democratico, perché fondato sul dovere dell’ascolto, prima che sull’esercizio del diritto di parola.

La Redazione
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