Numero 6 del giugno 2010

Questo numero è dedicato al rapporto droga-carcere.

Un numero molto alto  delle persone detenute è in carcere per reati in qualche modo collegati con l’uso delle sostanze stupefacenti: spaccio, rapine, furti, ricettazione, ecc. legati a un mercato clandestino che purtroppo non ha sentito la crisi. In questo ciclo il carcere rischia di inserirsi come una tappa pressoché obbligata, una specie di sosta forzata che non scalfisce le dinamiche di questo mercato.
Eppure non sono pochi i ragazzi che cercano una via d’uscita.
Gliela offre il carcere?
Nella prima pagina si fa un po’ di conti con i numeri, il consumo delle droghe cresce ancora e le motivazioni di questo fenomeno si sono diversificate: non solo rifugio per persone disagiate, ma ricerca di divertimento e di prestazioni per un pubblico ormai vasto.
La risposta si può fermare solo a “più carcere”?

Leggi la pagina 1

Nella seconda pagina
guardiamo la situazione di Modena da un’angolazione particolare, quella del SERT (Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale) per scoprire che anche a Modena cresce il consumo delle droghe. Poi, come al solito, da “dentro” e da “fuori”, proviamo a raccontare una parola, questa volta: drogato.

Leggi la pagina 2

Nella terza pagina
apparentemente abbandoniamo il tema, per affrontare la condizione dei clandestini ristretti nel CIE (Centro di Identificazione e di espulsione) di Modena e quella dei detenuti nelle Case di lavoro (quella di Saliceta S. Giuliano e parte della Casa di Reclusione di Castelfranco). Anche qui ci scontriamo con il problema della tossicodipendenza.

Leggi la pagina 3

La quarta pagina
come sempre, è dedicata alle lettere e alle testimonianze.
Tre ragazzi detenuti nel carcere di S. Anna ci raccontano la loro storia, ma soprattutto rivendicano una dignità umana e personale che non viene meno nemmeno nei momenti peggiori e proprio in nome di questa chiedono che sia loro riconosciuto un diritto alla speranza, a intraprendere cioè un cammino nuovo.

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