Numero 15 del 23 ottobre 2014

Il Festivalfilosofia di Modena aveva quest’anno come tema “La Gloria”.
Niente di più lontano dalle esistenze delle persone ristrette nelle nostre carceri. Eppure… “La maggior gloria della vita non è non cadere mai, ma quando si cade rialzarsi“, abbiamo titolato. Le nostre carceri aiutano a farlo?
Parte da qui la nostra riflessione, sollecitata anche dalle analisi e dalle proposte fatte da Cesare Beccaria 250 anni fa nel suo storico libro “Dei delitti e delle pene”, che risulta ancora di una sconcertante attualità e che rimane ancora per molti aspetti inattuato.
Leggi la prima pagina
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Nelle pagine 2 e 3 presentiamo alcune emergenze particolarmente evidenti.
Nella pagina 2 un caso individuale, di un ragazzo che, accolto da una associazione di volontariato, il G.V.C., aveva iniziato, con buone prospettive, un percorso per allontanarsi dai problemi che lo avevano condotto in carcere. Il percorso però è stato bruscamente interrotto per la rigidità burocratica della nostra giustizia. Potrà riprendere, forse, più avanti. Con lo stesso entusiasmo e gli stessi prevedibili buoni risultati?
Leggi la seconda pagina

Nella pagina tre denunciamo una situazione assurda, di esplicita illegalità istituzionale. A Modena, da alcuni mesi, manca il magistrato di sorveglianza, generando una situazione di grave disagio per le persone internate e detenute, che si trovano bloccati alcuni diritti come permessi all’esterno, sconti di pena in base a un comportamento corretto, programmi di trattamento e reinserimento ecc., di competenza del magistrato… La cosa è nota ed è stata più volte denunciata dal Garante dei diritti delle persone detenute, ma ancora si aspetta…
Leggi la terza pagina

La quarta pagina, come al solito, riporta alcune “voci da dentro“.
Leggi la quarta pagina

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