Archivio della Categoria “News”

28 Dicembre 2011

Auguri!

24 Ottobre 2011

Buona condotta - N. 9

Il tema centrale di questo numero è il rapporto tra la città e il suo carcere.

La crisi economica e i tagli alla spesa pubblica hanno inciso profondamente anche sulla “qualità di vita” delle persone detenute. Sono diminuiti del 30% i fondi per retribuire il lavoro dentro il carcere, per sostituire gli elettrodomestici che si guastano e addirittura per fornire i prodotti per la pulizia delle celle e l’igiene personale dei detenuti. Il Provveditorato ha diminuito anche il numero degli insegnanti e si sono potute aprire meno classi degli scorsi anni per l’alfabetizzazione e per le scuole medie e superiori.
Il volontariato si è mobilitato ancora una volta per un’azione di supplenza che non solo è impropria, ma è del tutto insufficiente fino al limite della velleitarietà, ma non ce la siamo sentiti di tirarci indietro.

Nella prima pagina trovate la descrizione della situazione nella quale ci troviamo ad operare.

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Nella seconda pagina la risposta civile della città.

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Nella terza pagina la situazione della scuola al S. Anna e Saliceta S. Giuliano.

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Nella quarta pagina, come al solito, raccogliamo alcune voci che ci giungono “da dentro”.

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3 Settembre 2011

Statistiche su popolazione detenuta e legge “svuota-carceri” al 31 agosto 2011


Elaborazione del Centro Studi di Ristretti Orizzonti su dati del Ministero della Giustizia - Dap

· Detenuti presenti e capienza delle carceri al 31 agosto 2011

Capienza regolamentare: 45.647

Detenuti presenti: 67.104

Di cui

  • stranieri: 24.155
  • donne: 2.887
  • semiliberi: 897

Detenuti presenti per posizione giuridica al 31 agosto 2011

  • Condannati con sentenza definitiva: 37.622
  • Imputati (custodia cautelare): 27.808
  • Di cui

    • in attesa di primo giudizio: 14.075
    • appellanti: 7.622
    • ricorrenti: 4.489
    • posizione mista: 1.622

    Internati (prosciolti per infermità mentale, o in casa di lavoro): 1.609

    Detenuti scarcerati L. 199/2010 (cd. svuota-carceri) fino al 31 agosto 2011

    Totale ammessi alla detenzione domiciliare: 3.175

    Di cui

    • stranieri: 835
    • donne: 213

    Detenuti stranieri per stato di cittadinanza al 31 agosto 2011

    Di cui

    • marocchini: 4.907 (20,3%)
    • romeni 3.957 (14,9%)
    • tunisini: 3.132 (13,0%)
    • albanesi: 2.723 (11,3%)
    • nigeriani: 1.200 (5,0%)
    • algerini: 734 (3,0%)
    • egiziani: 511 (2,1%)
    • ex jugoslavi 454 (1,9%)
    • senegalesi: 422 (1,7%)
    • altre nazionalità con % inferiori all’1%
    Se vuoi vedere una documentazione più completa apri il filedetenuti_31_agosto

    28 Agosto 2011

    Festival filosofia

    Su invito dell’associazione Slow Food il Gruppo Carcere – Città parteciperà al Festival della Filosofia che, nella sua 11° edizione dal 16 al 18 settembre prossimo a Modena, tratterà il tema della Natura.

    Insieme ad altri produttori locali, in un unico banco espositivo, nei pressi di piazzetta Pomposa, esporremo per la vendita, prodotti provenienti dalle coltivazioni interne alla Casa Circondariale di via S. Anna.

    Dietro al banco vendita, insieme ai volontari, abbiamo chiesto che possano essere presenti due persone detenute dalle ore 10 alle ore 20 dei giorni sabato 17 e domenica 18 settembre .

    Appena possibile forniremo ulteriori informazioni sull’iniziativa e circa la sua organizzazione.

    23 Giugno 2011

    Fogne della coscienza, buchi dello spirito - Un intervento della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia su CIE e carcere

    Fogne della coscienza, buchi dello spirito

    Solite storie di caccia al migrante, nel più puro Italian Style di segregazione. Portare a 18 mesi la permanenza nei Cie, giustamente definiti da Erri De Lucafogne della coscienza, buchi dello spirito” significa condannare persone ad una prolungata galera in strutture disumane e senza garanzie giuridiche.

    Le nuove colonne infami

    Ancora una volta punire i poveri e le vittime! Vuol dire soddisfare, secondo l’immaginario di una certa parte politica, una opinione pubblica spaventata e vendicativa disposta ad attribuire il consenso, solo in cambio di rassicurazione repressiva, vuol dire rendere più duro l’apparato sanzionatorio per incapacità di gestire adeguatamente le emergenze sociali. Significa aggiungere altri capitoli al nuovo manifesto sul razzismo, promulgare propaganda pericolosa, antagonista di quella consapevolezza civile, che cerca invece di mobilitarsi intorno ai valori di accoglienza, tolleranza, asilo.
    Tra questo ulteriore vulnus all’umanità, tra le tragedie che quotidianamente si consumano nelle nostre carceri, che calpestano ogni forma di buonsenso e di pietà umana, ci sono già tutti gli elementi per poter scrivere la nostra storia di nuove colonne infami.
    I poveri migrano di struttura in struttura. Queste storie ci dicono come si possa perdere l’anima, pensando di agire nell’interesse della collettività, sentendosi garanti dell’ordine e della sicurezza. Quell’anima che viene tolta, in un attimo, a colui che varca la porta di sbarre o di filo spinato. O alla collettività, quando si legifera nella direzione dell’annullamento delle garanzie e dei diritti… trovato morto un altro detenuto.

    Il sovraffollamento in carcere non è una legge di natura, si crea.

    A quanti morti siamo in carcere? Sono pochi, sono molti? Possono bastare? Ogni morto in carcere, ogni migrante nel Cie è una sconfitta collettiva. Pur tuttavia ciò accade.
    Alla base, c’è una contraddizione politica profonda. Affermare di voler “combattere il sovraffollamento” costruendo nuove carceri è come sostenere di voler “costruire la pace” attraverso la corsa agli armamenti. Ovunque, il sovraffollamento è prodotto dalle scelte di una stessa classe politica che costruisce nuove carceri in nome della lotta al sovraffollamento. Il filo che lega i due fenomeni non è la “lotta alla criminalità”, come affermano i vari ministri, visto che non esiste alcuna relazione tra i tassi di criminalità e quelli di carcerazione: è invece l’opzione a favore di politiche punitive in campo sociale e, conseguentemente, di politiche di sicurezza in campo penale. Per questa ragione si costruiscono nuove carceri anche se la metà dei reclusi è in attesa di giudizio, mentre si limita l’accesso alle misure alternative e si continua a imprigionare in massa migranti, tossicodipendenti, senza dimora.
    L’aumento dei posti letto ha sempre rappresentato una spinta alla crescita dell’incarcerazione: ha rafforzato l’identificazione della pena con le sbarre del carcere e, immobilizzando centinaia di milioni di euro negli edifici penitenziari, ha impedito il finanziamento di percorsi alternativi alla detenzione.

    Ribaltare l’attuale concetto di sicurezza

    Ribaltare l’attuale concetto di sicurezza non è dunque un semplice slogan, è, al contrario, un concreto obiettivo, che si può raggiungere mettendo in moto un lungo processo di contrasto all’istituzionalizzazione, sia nelle città, che nei quartieri, che nei vari apparati e istituzioni.

    Elisabetta Laganà, presidente Cnvg