Ulisse – n° 15 luglio 1917

La comunicazione

Non è facile in carcere. Le istituzioni per loro natura sono rigide, legate a regole e protocolli. Alle richieste dei detenuti rispondono, ma a volte con ritardi e modalità che possono apparire come un “irrispettoso silenzio”.
Nemmeno la comunicazione fra gli stessi detenuti è facile: creare un organismo che li rappresenti di fronte all’autorità è un’utopia, troppo difficile, troppo faticoso, ma anche soltanto parlarsi e capirsi in sezione è diventato un problema: prevale l’irridimento di gruppi che comunicano solo al proprio interno, con la propria lingua e la propria sensibilità e moltiplicano le sezioni nella sezione.

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