Ulisse – n° 16 novembre 2017

La speranza è difficile, non è una virtù come le altre che dipendono soltanto dall’impegno e dalla volontà dell’uomo.

Nasce, quando nasce, in relazione a qualcuno o a qualcosa. È una risposta. È attenta a cogliere un segnale che viene da fuori.

E se da fuori non arriva niente? No! “Ricordati di sperare” ti dice che in un modo o nell’altro un segnale arriva, anche se a volte disturbato o difficilmente leggibile. Si tratta di coglierlo, di dargli forma, di farlo vivere dentro di sé e allora si trasforma in progetto, in azione.

Porta il futuro dentro il presente e lo rende vivo, lo colora di sé.

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